Quanti libri

Letture e pensieri in libertà


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A qualcuno piace giallo

Sì, ho anche questa inesauribile voracità nei confronti della letteratura gialla o poliziesca e a volte sconfino addirittura nel noir più splatter. Forse cerco un conforto perché mi pare di capire che davvero la realtà, nei suoi aspetti più deleteri, supera la fantasia o forse sono solo interessata ad indagare il lato oscuro di questa umanità dolente. Comunque sia, basta lasciarsi coinvolgere nelle indagini dell’ex medico Duca Lamberti, il personaggio nato dalla fantasia di Scerbanenco e protagonista, insieme alla Milano degli anni ‘60 di Traditori tutti e I milanesi ammazzano il sabato. Per le strade della mia amatissima Torino, si muove, con un fiuto ineguagliabile verso le stranezze del mondo, il commissario Santamaria di Fruttero e Lucentini (come dimenticare A che punto è la notte? oppure La donna della domenica). Anche Perissinotto ha creato la sua brava detective, la psicologa Anna Pavesi, con le sue radici nella Bergamo alta; di lui ricordo L’ultima notte bianca e Piccole storie ignobili. Autori diversi, periodi diversi, ambientazioni diverse ma lo svago è unico e assicurato con tutti e tre.

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Che piacere rivederla

Ho incontrato la scrittrice Elena Gianini Belotti ormai moltissimi anni fa: nel 1973 usciva il suo Dalla parte delle bambine. Quelli erano gli anni dell’epopea femminista e la Gianini Belotti senza rabbia, con pacatezza e attenzione, metteva in luce una serie di nodi irrisolti nella relazione tra mondo femminile e società.
Oggi la ritrovo, del tutto casualmente, in Pane amaro, pubblicato nel 2006, una storia vera, la narrazione dell’emigrazione dal Nord Italia agli States di giovani senza arte ne’ parte.
Nel racconto delle vicissitudini dell’adolescente Gildo, si mescolano la povertà delle origini, il sogno di un riscatto e della possibilità di ricominciare da capo altrove, i raggiri e lo sfruttamento, i problemi dell’integrazione, le difficoltà, portate sino all’esasperazione e ad una dolorosa pazzia, di emergere dalla massa indistinta dei “dago” per affermarsi come individuo, come persona con le proprie sensibilità, debolezze e capacità.
Colpisce questa storia per la sua straordinaria attualità ed è un invito sommesso a riflettere sulle vicende contemporanee di questo nostro mondo.