Quanti libri

Letture e pensieri in libertà


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L’uomo e il suo lavoro

Se mi si chiede quali sono i libri ai quali sono più affezionata, d’istinto me ne vengono in mente tre o quattro: fra questi anche “La chiave a stella” di Primo Levi. E’ la storia di Tino Faussone che gira il mondo ed incontra gli altri armato della conoscenza profonda del proprio mestiere di montatore di gru. Se ci penso, mi chiedo che cosa ne abbiamo fatto, con l’automazione e la standardizzazione, dell’idea del lavoro ben fatto e del lavoro più in generale, visto il periodo che stiamo vivendo. Questi temi sono trattati anche da Richard Sennet che, da sociologo, guarda al problema nell’”Uomo flessibile” e nell’”Uomo artigiano”.

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Il lato umano

La violenza cieca che persegue un fine ideologico o di potere, il terrorismo, la mafia. Ho letto molto a questo riguardo per cercare di comprendere come l’uomo , gli uomini, qui, nella nostra realtà possano aver assunto la mancanza di umanità come strumento per perseguire i loro fini. Ne sono uscita sconfitta, alla fine non ho capito. E allora mi sono rifugiata in altre narrazioni, quelle di chi è rimasto, di chi porta nella propria vita e nei propri affetti la devastazione provocata da quella violenza, senza arrendersi.
Ricordo tra quei libri “Come mi batte forte il cuore” di Benedetta Tobagi, “Guido Rossa, mio padre” di Sabina Rossa e “E’ così lieve il tuo bacio sulla fronte” di Chiara Chinnici.


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Cosa leggo l’8 marzo?

Mi voglio regalare un sorriso (forse un po’ amaro e cinico) con “Le donne” di Franca Valeri: un campionario infinito di “signore e signorine bene”, uno sguardo aspro e bonario soprattutto sui vizi di uno spaccato di vita al femminile. Ma poi ho bisogno di buoni esempi e allora mi torna in mente l'”Agnese va a morire” di Renata Viganò. Quante “Agnese” hanno costruito, mattone dopo mattone, la nostra storia facendo scelte semplici e coraggiose!